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09/02/2012
CNA di Roma. Presentati i risultati dell' indagine congiunturale
LA
CNA di Roma ha reso pubblici i risultati della ricerca svolta in collaborazione con il
CER- Centro Europa Ricerche- e con il contributo della
Camera di Commercio di Roma.
L’analisi è stata condotta sulla base di un campione di 800 imprese secondo un modello che il Cer ha ideato appositamente per la CNA e che consentirà di ottenere analisi previsionali fino al 2014.
L’indagine mostra uno scenario peggiore rispetto a quello prospettato lo scorso settembre in base alle previsioni raccolte tra gli imprenditori. Lo scorso anno, infatti, il saldo tra le imprese di Roma e provincia che stimavano un aumento di produzione, ordini e fatturato e quelle che prevedevano un calo era del 22% circa. A consuntivo, il saldo è del -43%. Anche il saldo relativo alle previsioni di investimento è piuttosto negativo e si assesta al -70,3%.
Nel Lazio, in realtà, non c’è stata stretta creditizia ma, nonostante l’aumento dei prestiti concessi dalle banche, le imprese hanno utilizzato i finanziamenti per il pagamento dei debiti, non per gli investimenti, e molto spesso hanno dovuto integrare gli importi presi in prestito con le proprie risorse personali. Inoltre, sebbene sia stato scongiurato il rischio di credit crunch, la banca ha chiesto al 50% delle imprese un rientro anticipato del debito concesso.
La situazione, così come evidenziato anche da una recente ricerca di Cerved Group, migliora solo nel caso delle reti d’impresa. L’indagine CNA dimostra come i risultati peggiorino al diminuire delle dimensioni aziendali: non a caso i saldi peggiori sono da imputare alle ditte individuali (-40%), al contrario delle SpA (+1,7%).
Sette imprenditori su dieci ritengono che il peggio deve ancora venire, ma si prevedono tendenze in miglioramento a partire dal 2013 (+0,5%) sino ad un saldo del +1,7% nel 2014.
Infine i giudizi sulla Manovra del Governo Monti e su quella della Regione Lazio: un imprenditore su due giudica “di rigore” la Salva Italia di Monti, mentre il 3% la ritiene equa e solo l’1,8% ne riconosce la potenzialità nel favorire lo sviluppo del paese.
Sette imprenditori su 10 giudicano assente di rigore, sviluppo ed equità la manovra della Regione.
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