

#08. E se Giulio Cesare avesse avuto ragione?
Di Riccardo Pioli, Direttore CoopfidiTempo di lettura: 3'
Il dubbio ce lo ha instillato Giulio Cesare, il quale, trovandosi in un remoto paesino d’Oltralpe affermò che era meglio essere primi in Gallia che secondi a Roma.
E questo è probabilmente lo stesso dubbio che tutti i giorni attraversa chi lavora in Coopfidi, dal Presidente del CdA a chi ci lavora per professione (e per passione): siamo i più grandi tra i Confidi “minori”, ovvero non vigilati da banca d’Italia. Dobbiamo essere soddisfatti? L’amletica incertezza ci ha tormentati fino a quando non abbiamo letto i dati relativi al numero dei finanziamenti presentati dai Confidi (minori e maggiori) al Fondo di Garanzia nel Lazio nel corso del 2024. Avendo presentato 511 richieste di garanzia nell’anno, siamo di gran lunga il Confidi più dinamico del Lazio, basti pensare che la seconda struttura di garanzia in graduatoria (vigilata) di finanziamenti ne ha presentati 131!
Insomma, Coopfidi da sola ha intermediato al Fondo di Garanzia la metà dei finanziamenti presentati dai Confidi nel Lazio, tra i quali spiccano nomi illustri e altisonanti.
Lo possiamo anche dire. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: essere leader nella Regione, continuando a essere utili alle imprese del nostro territorio. Un obiettivo che è frutto del lavoro di squadra. Una squadra che nasce tanti anni fa e che, pur cambiando composizione nelle persone che la formano, ha saputo mantenere saldi i propri valori, scegliendo la strada di essere utili invece di quella di essere grandi e rinunciando a quello status “nobile” di Confidi vigilato da Banca d’Italia, ma continuando a mantenere una solida organizzazione. E superando così enormi difficoltà.
Ma la difficoltà (come sa bene chi come me gioca a tennis che, notoriamente, è definito lo sport del Diavolo) non è solo raggiungere la vetta, ma rimanerci. Ed è per questo che affrontiamo il nuovo anno consapevoli delle difficoltà (derivanti soprattutto dal contesto, ma anche delle opportunità.
Se il buongiorno si vede dal mattino, bisogna dire che le novità relative al mondo del credito apparse a fine anno sembrano essere foriere di tanti cambiamenti per il nostro mondo.
In primo luogo una lode va a Fedart Fidi che, grazie al costante lavoro svolto insieme al Sottosegretario al Ministero del Made in Italy, onorevole Massimo Bitonci, ha reso possibile formalizzare all’interno del Piano Annuale per le PMI, la riforma del nostro sistema, quello dei Confidi. Bisogna dire che era anche ora che il legislatore intervenisse su un testo di legge che risale ormai al 2003, un’era mesozoica per il mondo delle imprese e del credito. Basti pensare che all’epoca la stessa operatività del Fondo di Garanzia, introdotto dalla legge 662 del 1996, era estremamente ridotta. La riforma, quando entrerà in vigore, ridisegnerà il ruolo dei Confidi in complementarietà proprio con il Fondo di Garanzia, in un contesto generale in cui la stretta del credito alle piccole imprese e desertificazione bancaria stanno facendo la parte del leone.
Nel contempo qualcosa è cambiato anche per l’operatività del Fondo di Garanzia: il Ministero si è forse reso conto del fatto che, soprattutto negli ultimi anni, del suo utilizzo le banche ne hanno forse abusato e ha posto un rimedio, introducendo una sorta di penale. Altra novità è la riduzione della percentuale di garanzia per le operazioni destinate a liquidità che non potrà superare il 50%.
E il nostro Confidi come si sta attrezzando?
Sicuramente in termini di offerta. Insieme alle banche convenzionate stiamo studiando prodotti che permettano alle imprese di ottenere finanziamenti anche per esigenze di liquidità, elevando la garanzia da noi concessa.
Altro capitolo sul quale investiremo è la consulenza sui finanziamenti agevolati. È infatti un periodo in cui la Regione Lazio è particolarmente florida di contributi, per cui abbiamo rafforzato sia il servizio di orientamento iniziale alle imprese che l’assistenza in fase di progettazione.
In conformità alle nuove regole bancarie, stiamo poi implementando un sistema di monitoraggio che permetterà alle imprese di conoscere costantemente il loro stato di salute, consentendo loro di mantenere un dialogo costante con il mondo bancario. Non mancherà inoltre l’attività di formazione e informazione a favore delle imprese socie. Basti pensare che solo nel mese di gennaio abbiamo organizzato, insieme a CNA, quattro iniziative in cui abbiamo illustrato ad oltre 120 imprese come sta cambiando il rapporto banca-impresa e le agevolazioni esistenti. Abbiamo chiamato questo format “La jungla del credito”, proprio a significare le complessità che ormai ci sono.
E riprenderemo il Progetto C-Lab, con lo scopo di introdurre le imprese nel mondo dell’innovazione (non solo tecnologica).
In ogni caso, anche cambiando tutto, rimarremo sicuramente fedeli ai nostri principi sociali: la mutualità e il sostegno alle imprese. Questo è certo!Mah! Forse questo Giulio Cesare tutti i torti non li aveva..
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