#11. Difendere il futuro

07.01.26|In CooMag Editoriale
Di Riccardo Pioli, Direttore CoopfidiTempo di lettura: 2'

Eccoci. Sembrava così lontana la fine dell’anno ma è arrivata in un batter d’occhio. E non potevamo non aprire il nuovo anno senza un numero del nostro magazine, il CooMag.

A fine anno si fanno bilanci e si verifica il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ma noi, condannati a essere orgogliosamente ribelli, vogliamo farlo in un altro modo: dedicando questo numero alle donne, in particolare alle donne che dirigono un’impresa e che rappresentano in Italia oltre il 20% del mondo imprenditoriale, la maggior parte delle quali artigiane. E vogliamo farlo ricordando che nell’anno che sta finendo si sono celebrati i 50 anni di autonomia patrimoniale delle donne. Cosa significa in termini pratici? Che è “solo” da mezzo secolo, con la riforma del diritto di famiglia del 1975, che le donne sono libere di aprire liberamente un conto corrente senza autorizzazione del ‘capo famiglia’.

Oggi sembra banale, scontato. Ma non è così. Quel maledetto virus, che molti chiamano ‘patriarcato’ ma forse altro non è che una forma di debolezza del genere maschile è ancora vivo con fenomeni di violenza di genere che sembrano impossibili.

È solo di ieri la notizia che l’ennesima donna, un’imprenditrice nota di Castellammare di Stabia, è stata uccisa dal proprio compagno. Tutto questo ci deve far riflettere su come sia necessario non dare per scontati e ritenere immutabili quei diritti e quei valori conquistati nel corso degli anni Settanta, tra i quali non si può non menzionare la riforma del diritto del lavoro, culminata con lo Statuto dei lavoratori e con la nascita del diritto sindacale.

L’impegno di tutti noi, per questo e per gli anni a venire, deve essere quello di preservare quei diritti sacrosanti, evitando che, in maniera anche surrettizia, vengano depotenziati e annullati in un percorso di ‘normalizzazione’.

Ed è proprio per lanciare un segnale in questo senso che nel corso del 2025 abbiamo richiesto e ottenuto la Certificazione della parità di Genere.
Io, come tanti della mia generazione X, abbiamo avuto la fortuna di vivere una fase storica in cui molte di quelle battaglie le ha fatte la generazione precedente. E ne abbiamo goduto i frutti.

Ora spetta ai giovani difenderli con forza per appropriarsi di un futuro che sia più giusto, studiando la storia e ascoltando le storie di chi è più grande.

Difendere questi diritti significa anche scegliere che tipo di impresa vogliamo essere. Un’impresa che non si limiti a produrre valore economico, ma che si assuma la responsabilità di generare valore sociale, inclusione e futuro.
Forse è proprio questo l’augurio che dobbiamo farci per l’anno che verrà: continuare a costruire valore, proteggendo ciò che è stato conquistato, e trasmettendolo a chi verrà dopo di noi.

Buon anno a tutti!


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