
#07. LOM – a che punto è la sua applicazione
Roberto Vinciguerra, Responsabile Agevolazioni e Progetti Strategici
Tempo di lettura: 4’
Possiamo affermare che gli effetti delle LOM finora non sono stati particolarmente impattanti per le PMI?
Credo di si, per tutta una serie motivi. Ricordiamoci che tutta la regolamentazione recente, dagli Accordi di Basilea in poi, è finalizzata a evitare crisi sistemiche del settore finanziario (e di conseguenza dell’economia). Le LOM, interessano direttamente le Imprese con esposizioni verso le banche, e riguardano principalmente due aspetti: l’aspetto andamentale/relazionale con l’istituto creditore e l’aspetto contabile. Se per l’aspetto andamentale vari istituti di credito stanno sviluppando modelli predittivi anche grazie all’Intelligenza Artificiale, la relazione con le imprese sta diventando sempre più difficile a causa delle riorganizzazioni di tutti gli istituti di credito che sta comportando la riduzione degli sportelli e del personale. Con rammarico dobbiamo constatare che questa è una deriva molto difficile da contrastare; tanto vale imparare a conviverci.
Dove le prescrizioni delle LOM sono già applicate, e quindi dove dobbiamo influire, è nell’aspetto contabile: cosa si intende per aspetto contabile?
Oramai ogni pratica di finanziamento deve essere accompagnata da un bilancio previsionale triennale e sempre più frequentemente a questo va aggiunto il DSCR, l’indice sulla solvibilità futura dell’impresa. Come possiamo influire su questi due documenti? La cosa importante è essere proattivi, cioè avere sia il bilancio previsionale che il DSCR sempre pronti ed aggiornati; questa prontezza è significativa di parecchie cose: prima di tutto che l’impresa è amministrativamente in ordine; questo aspetto non è cruciale ma risponde ai criteri di affidabilità e correttezza amministrativa; in secondo luogo è indice che l’impresa sa gestirsi sia economicamente che finanziariamente e che ha il controllo costante sul business svolto. Infine, come tutti i dati previsionali, è importante che sia l’impresa a presentarli; è più facile apportare delle correzioni invece di contestare calcoli altrui.
La PRONTEZZA, come avrete capito, è una tattica che però impone un approccio strategico per l’impresa; obbliga l’imprenditore a pianificare l’attività cioè a fare le scelte opportune in ogni momento: per esempio su quale prodotto/servizio concentrarsi, sull’opportunità di concedere condizioni di pagamento dilazionate, sulle tempistiche per effettuare gli investimenti e sulle scelte riguardo il personale. Cogliamo l’occasione per riproporre in breve alcuni concetti tecnici sul DSCR: è un acronimo – Debt Service Coverage Ratio – ed è l’indice che misura la sostenibilità finanziaria del debito aziendale, cioè la capacità futura di un’impresa di onorare i propri debiti finanziari con i flussi di cassa generati dalla gestione operativa. È un rapporto tra le entrate finanziarie previste e le uscite per rimborso di debiti finanziari.
Quindi per DSCR > 1, i flussi di cassa operativi eccedono gli impegni finanziari dell’impresa pertanto l’impresa riesce ampiamente a far fronte a ai debiti; al contrario per un DSCR < 1, gli impegni finanziari eccedono i flussi di cassa operativi dell’impresa pertanto l’impresa NON riesce a far fronte a ai debiti; facciamoci aiutare da una tabella:

Infine a questo va aggiunto la capacità di eseguire tutto ciò che si è pianificato. All’inizio sarà impegnativo ma già dopo un anno alcune scelte saranno entrate in un modus operandi standard che renderà più agevole affrontare che problematiche più importanti. Non saremo mai stanchi di ribadire che fare impresa oggi necessita di competenze che vanno oltre il talento specifico del settore scelto: con gli scenari economici-finanziari attuali solo l’impresa pienamente consapevole avrà la possibilità di crescere e prosperare.
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