
#09. Dieci buoni motivi per avere il Business Plan della propria impresa
Roberto Vinciguerra, Responsabile Agevolazioni e Progetti Strategici
Tempo di lettura: 4’
Parafrasando libri famosi, di cosa parliamo quando parliamo di BUSINESS PLAN? Il significato che si intende è piuttosto esteso e va dal semplice Budget triennale al Piano Industriale vero e proprio; tra questi due limiti ci sono varie possibilità, più o meno articolate.
A mio parere il Business Plan è il documento imprescindibile di ogni iniziativa che preveda un impegno personale di energie e una movimentazione di risorse economiche. Serve per presentare l’impresa all’esterno, ai clienti, ai fornitori, ai finanziatori, agli enti che potrebbero concedere delle agevolazioni. Aspetto quest’ultimo non trascurabile: dal Covid in poi, partecipare ai bandi più importanti significa anche dimostrare che il richiedente è pienamente consapevole del ruolo che riveste nel tessuto socio economico del proprio ambito territoriale e che la richiesta è supportata da una conoscenza dell’ambiente in cui si opera.
Ma serve soprattutto, in una forma più dettagliata, all’impresa stessa per poter sapere in qualsiasi momento in che territorio si posiziona: se in linea con gli obiettivi previsti o se avviati verso difficoltà insormontabili. Anche se la sua esposizione può realizzarsi in forme multimediali, in un primo stadio, il Business Plan è scrittura. Il terrore della pagina bianca prende tutti e la scrittura del primo paragrafo è sempre la parte più difficile; può venirci in aiuto il registratore vocale del telefonino: a voce alta proviamo a rispondere a queste domande: cosa fa il mio progetto, qual è il suo scopo, come lo fa, cosa lo rende unico, a chi si rivolge. Ascoltiamo e proviamo a farlo meglio un paio di volte. A questo punto il ghiaccio è rotto e possiamo passare alla scrittura; l’aiuto ci verrà da una traccia, con gli argomenti che vogliamo descrivere. Per esempio, una scaletta semplice può essere la seguente:
DESCRIZIONE DEL PROFILO E DEGLI OBIETTIVI DELL’IMPRESA:
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- Il profilo della società:
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- Quali sono i prodotti/servizi attualmente offerti dall’azienda.
- A quale target di clientela si rivolge l’offerta aziendale.
- Descrivere sinteticamente l’idea imprenditoriale evidenziando lo stadio di sviluppo e il percorso evolutivo del progetto.
- Quali sono le competenze delle persone coinvolte nel progetto imprenditoriale.
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Realizzato questo primo step, cos’è che non può mancare in un Business Plan descrittivo? Ecco una breve lista ragionata di alcuni argomenti fondamentali:
CARATTERISTICHE DEL MERCATO E PROPOSTA DI VALORE che comprenderà l’area geografica e clientela target di interesse, la descrizione dei concorrenti diretti e indiretti, il grado di saturazione del mercato di riferimento. Descrivere come l’offerta imprenditoriale si distingue da quella dei concorrenti, specificando la motivazione che induce i clienti a preferire i nostri prodotti/servizi (vantaggi percepiti, punti di forza e di debolezza) e la difendibilità di tali vantaggi nel tempo.
STRATEGIE AZIENDALI E PATNERSHIP STRATEGICHE in cui si descriverà come l’azienda raggiunge il proprio target di clientela, specificando eventuali accordi/contratti in essere, e quali strategie di comunicazione e promozione si prevede di utilizzare (specificando se è già stato predisposto un piano); inoltre se c’è un budget per la pubblicità e in quali canali.
ADEMPIMENTI E VINCOLI la cui conoscenza attuale e prospettica indica la capacità di saper prevedere e affrontare le “minacce” normative che possono danneggiare il progetto imprenditoriale.
ASPETTI ECONOMICI DEL PROGETTO E PROSPETTIVE DI SVILUPPO in cui verrà descritta la modalità di definizione del listino prezzi e la modalità di pagamento; inoltre potrà essere analizzata la struttura dei ricavi e dei costi diretti e indiretti sostenuti rispetto all’attività “core” del progetto. Infine, descrivere le strategie volte a difendere, consolidare e/o ampliare le quote di mercato stimate.
A questo punto è opportuno trasformare in numeri quello che si è descritto aggiungendo il bilancio economico previsionale la cui costruzione è abbastanza semplice: basta selezionare i prodotti/servizi offerti e, su una scansione temporale breve, definire la quantità venduta e a che prezzo; quindi si proietta tutto su una base annuale. Il più è fatto e bisogna solo aggiungere i costi variabili e fissi. In chiave di controllo di gestione, quindi, per un piano “interno”, lo stesso lavoro può essere fatto su base trimestrale; in aggiunta può essere creato un elementare monitoraggio della liquidità per permettere all’impresa di prendere le decisioni adeguate alle mutevoli condizioni di mercato. L’unica vera difficoltà a questo punto è il costante aggiornamento dei dati, ma questa è un’altra storia.
Per riassumere, ecco i 10 buoni motivi per avere un Business Plan ben fatto:
- Permette di rispondere prontamente ad ogni richiesta di informazioni sulla nostra impresa; la prontezza è un indicatore di buona e puntuale gestione.
- Ci permette di conoscere meglio la nostra impresa; si ha modo di soffermarci e riflettere su aspetti che diamo per scontati.
- Rappresenta una costante auto analisi delle motivazioni e degli obiettivi che ci hanno spinto a fare impresa.
- Permette di monitorare, ed eventualmente aggiornare costantemente, gli indicatori chiave del successo della nostra impresa.
- Permette una presentazione approfondita verso l’esterno della nostra impresa; in questo modo abbiamo un maggiore controllo delle informazioni che ci riguardano.
- È il punto di partenza per pianificare un nuovo investimento o un nuovo progetto di sviluppo dell’impresa.
- Costituisce una valida base per la compilazione dei formulari della maggior parte delle richieste di contributi e agevolazioni pubbliche.
- Rendere partecipi i dipendenti per condividere con il proprio team gli obiettivi da raggiungere nel futuro, indirizzando i singoli componenti verso il raggiungimento di prestazioni sempre migliori: se i dipendenti sanno quali traguardi devono tagliare, possono comportarsi di conseguenza per assecondare al massimo le richieste dei titolari.
- Farsi supportare dai professionisti ad esempio, avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ecc., per risolvere situazioni problematiche o semplicemente per ricevere supporto in caso di necessità.
- Vendere la propria impresa per presentare ai possibili acquirenti dati certi sul valore dell’attività in questione: statistiche del passato, risultati raggiunti ed obiettivi futuri rappresentano informazioni essenziali che possono stimolare il compratore all’acquisto e velocizzare le tempistiche della manovra.
Coopfidi ha istituito un servizio di assistenza alle imprese per la redazione di business plan, dai formati più semplici a quelli più articolati per startup e imprese consolidate. Per ricevere maggiori informazioni scrivere a agevolazioni@coopfidi.com
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