#09. Dieci buoni motivi per avere il Business Plan della propria impresa

22.04.25|In CooMag Gestione
Roberto Vinciguerra, Responsabile Agevolazioni e Progetti Strategici
Tempo di lettura: 4’

Parafrasando libri famosi, di cosa parliamo quando parliamo di BUSINESS PLAN? Il significato che si intende è piuttosto esteso e va dal semplice Budget triennale al Piano Industriale vero e proprio; tra questi due limiti ci sono varie possibilità, più o meno articolate.

A mio parere il Business Plan è il documento imprescindibile di ogni iniziativa che preveda un impegno personale di energie e una movimentazione di risorse economiche. Serve per presentare l’impresa all’esterno, ai clienti, ai fornitori, ai finanziatori, agli enti che potrebbero concedere delle agevolazioni. Aspetto quest’ultimo non trascurabile: dal Covid in poi, partecipare ai bandi più importanti significa anche dimostrare che il richiedente è pienamente consapevole del ruolo che riveste nel tessuto socio economico del proprio ambito territoriale e che la richiesta è supportata da una conoscenza dell’ambiente in cui si opera.

Ma serve soprattutto, in una forma più dettagliata, all’impresa stessa per poter sapere in qualsiasi momento in che territorio si posiziona: se in linea con gli obiettivi previsti o se avviati verso difficoltà insormontabili. Anche se la sua esposizione può realizzarsi in forme multimediali, in un primo stadio, il Business Plan è scrittura. Il terrore della pagina bianca prende tutti e la scrittura del primo paragrafo è sempre la parte più difficile; può venirci in aiuto il registratore vocale del telefonino: a voce alta proviamo a rispondere a queste domande: cosa fa il mio progetto, qual è il suo scopo, come lo fa, cosa lo rende unico, a chi si rivolge. Ascoltiamo e proviamo a farlo meglio un paio di volte. A questo punto il ghiaccio è rotto e possiamo passare alla scrittura; l’aiuto ci verrà da una traccia, con gli argomenti che vogliamo descrivere. Per esempio, una scaletta semplice può essere la seguente:

DESCRIZIONE DEL PROFILO E DEGLI OBIETTIVI DELL’IMPRESA:

    1. Il profilo della società:
      • Quali sono i prodotti/servizi attualmente offerti dall’azienda.
      • A quale target di clientela si rivolge l’offerta aziendale.
      • Descrivere sinteticamente l’idea imprenditoriale evidenziando lo stadio di sviluppo e il percorso evolutivo del progetto.
      • Quali sono le competenze delle persone coinvolte nel progetto imprenditoriale.

Realizzato questo primo step, cos’è che non può mancare in un Business Plan descrittivo? Ecco una breve lista ragionata di alcuni argomenti fondamentali:

CARATTERISTICHE DEL MERCATO E PROPOSTA DI VALORE che comprenderà l’area geografica e clientela target di interesse, la descrizione dei concorrenti diretti e indiretti, il grado di saturazione del mercato di riferimento. Descrivere come l’offerta imprenditoriale si distingue da quella dei concorrenti, specificando la motivazione che induce i clienti a preferire i nostri prodotti/servizi (vantaggi percepiti, punti di forza e di debolezza) e la difendibilità di tali vantaggi nel tempo.

STRATEGIE AZIENDALI E PATNERSHIP STRATEGICHE in cui si descriverà come l’azienda raggiunge il proprio target di clientela, specificando eventuali accordi/contratti in essere, e quali strategie di comunicazione e promozione si prevede di utilizzare (specificando se è già stato predisposto un piano); inoltre se c’è un budget per la pubblicità e in quali canali.

ADEMPIMENTI E VINCOLI la cui conoscenza attuale e prospettica indica la capacità di saper prevedere e affrontare le “minacce” normative che possono danneggiare il progetto imprenditoriale.

ASPETTI ECONOMICI DEL PROGETTO E PROSPETTIVE DI SVILUPPO in cui verrà descritta la modalità di definizione del listino prezzi e la modalità di pagamento; inoltre potrà essere analizzata la struttura dei ricavi e dei costi diretti e indiretti sostenuti rispetto all’attività “core” del progetto. Infine, descrivere le strategie volte a difendere, consolidare e/o ampliare le quote di mercato stimate.

A questo punto è opportuno trasformare in numeri quello che si è descritto aggiungendo il bilancio economico previsionale la cui costruzione è abbastanza semplice: basta selezionare i prodotti/servizi offerti e, su una scansione temporale breve, definire la quantità venduta e a che prezzo; quindi si proietta tutto su una base annuale. Il più è fatto e bisogna solo aggiungere i costi variabili e fissi. In chiave di controllo di gestione, quindi, per un piano “interno”, lo stesso lavoro può essere fatto su base trimestrale; in aggiunta può essere creato un elementare monitoraggio della liquidità per permettere all’impresa di prendere le decisioni adeguate alle mutevoli condizioni di mercato. L’unica vera difficoltà a questo punto è il costante aggiornamento dei dati, ma questa è un’altra storia.

Per riassumere, ecco i 10 buoni motivi per avere un Business Plan ben fatto:

  1. Permette di rispondere prontamente ad ogni richiesta di informazioni sulla nostra impresa; la prontezza è un indicatore di buona e puntuale gestione.
  2. Ci permette di conoscere meglio la nostra impresa; si ha modo di soffermarci e riflettere su aspetti che diamo per scontati.
  3. Rappresenta una costante auto analisi delle motivazioni e degli obiettivi che ci hanno spinto a fare impresa.
  4. Permette di monitorare, ed eventualmente aggiornare costantemente, gli indicatori chiave del successo della nostra impresa.
  5. Permette una presentazione approfondita verso l’esterno della nostra impresa; in questo modo abbiamo un maggiore controllo delle informazioni che ci riguardano.
  6. È il punto di partenza per pianificare un nuovo investimento o un nuovo progetto di sviluppo dell’impresa.
  7. Costituisce una valida base per la compilazione dei formulari della maggior parte delle richieste di contributi e agevolazioni pubbliche.
  8. Rendere partecipi i dipendenti per condividere con il proprio team gli obiettivi da raggiungere nel futuro, indirizzando i singoli componenti verso il raggiungimento di prestazioni sempre migliori: se i dipendenti sanno quali traguardi devono tagliare, possono comportarsi di conseguenza per assecondare al massimo le richieste dei titolari.
  9. Farsi supportare dai professionisti ad esempio, avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ecc., per risolvere situazioni problematiche o semplicemente per ricevere supporto in caso di necessità.
  10. Vendere la propria impresa per presentare ai possibili acquirenti dati certi sul valore dell’attività in questione: statistiche del passato, risultati raggiunti ed obiettivi futuri rappresentano informazioni essenziali che possono stimolare il compratore all’acquisto e velocizzare le tempistiche della manovra.

Coopfidi ha istituito un servizio di assistenza alle imprese per la redazione di business plan, dai formati più semplici a quelli più articolati per startup e imprese consolidate. Per ricevere maggiori informazioni scrivere a agevolazioni@coopfidi.com


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