
#11. Imprese femminili in Italia: numeri, sfide e opportunità. Lazio e Roma protagonisti della crescita.
Elisa Renzulli, Responsabile Marketing e ComunicazioneTempo di lettura: 3’
L’imprenditoria femminile non è soltanto un motore di inclusione sociale: oggi è una leva strategica per la crescita economica e per l’innovazione del Paese. I dati più recenti mostrano un ecosistema in evoluzione, dinamico ma ancora segnato da ostacoli strutturali, in particolare sul fronte dell’accesso al credito e della liquidità.
Un’Italia in rosa: i numeri dell’imprenditoria femminile
In Italia si contano circa 1 milione e 325mila imprese femminili, pari al 22,2% del totale nazionale. Questo dato è in crescita, ma sottolinea un divario ancora significativo rispetto alla componente maschile. Nonostante ciò, dal punto di vista economico, il tessuto imprenditoriale femminile produce tra il 10% e il 12% del PIL, con un fatturato stimato annuo tra 200 e 240 miliardi di euro e oltre 4,7 milioni di lavoratori. Quest’ultimo dato sull’occupazione evidenzia quanto le imprese femminili contribuiscano alla crescita del mercato del lavoro. Negli ultimi anni, inoltre, le società di capitali guidate da donne sono aumentate, nonostante la ditta individuale rimanga la forma giuridica preferita delle imprenditrici italiane.
Il settore dei servizi risulta essere il più rappresentato, con una concentrazione femminile del 66,9%, rispetto al 55,7% delle imprese maschili. Nello specifico, si tratta principalmente di servizi alla persona, sanità e assistenza sociale. Segue il commercio con il 24% del totale. Anche l’artigianato si conferma un ambito significativo, con oltre 219mila realtà femminili, pari al 16,3% delle imprese rosa totali.
Dal punto di vista anagrafico, se da un lato le giovani imprenditrici rappresentano poco più dell’11% del totale delle imprese femminili, contro l’8,2% degli gli uomini, quasi la metà delle imprenditrici ha più di 50 anni. Questo dato rileva una sostanziale criticità legata al ricambio generazionale e una difficoltà per le giovani donne ad avviare un’attività, spesso per problemi di accesso alle risorse economiche. Il dato relativo all’età anagrafica delle imprenditrici è legato anche al tema della conciliazione vita-lavoro: il 54% delle imprenditrici non ha figli, mentre il 46% ha almeno un figlio (di cui il 33% con uno).
Lazio e Roma: territori forti nell’imprenditoria femminile
Il Lazio si distingue come una delle regioni più dinamiche, con un’incidenza del 20,5% di imprese femminili sul totale regionale, secondo posto in Italia dopo il Molise. In valori assoluti si colloca addirittura ai vertici nazionali con 147mila imprese femminili, pari al 10,4% nazionale. Nello scenario provinciale emerge con forza Roma, che guida la classifica italiana con oltre 97mila imprese femminili, superando Milano e Napoli. Un dato che conferma la Capitale come centro strategico dell’imprenditoria rosa.
Le difficoltà principali: accesso al credito e liquidità
Nonostante la crescita, le imprese femminili restano più vulnerabili rispetto a quelle maschili. Gli ostacoli principali individuati dalle imprenditrici italiane sono due:
- accesso al credito, richiesto con condizioni più favorevoli dal 9% delle imprese femminili (vs 7% maschili);
- necessità di sostegni per la liquidità, segnalata dal 28% delle imprenditrici (vs 20% maschili).
La difficoltà nel reperire risorse finanziarie continua a rappresentare un freno importante sia per le nuove iniziative sia per lo sviluppo di attività già avviate.
Bandi pubblici e incentivi per sostenere l’imprenditorialità femminile
Per sostenere lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile, oggi sono attivi diversi strumenti pubblici, tra cui il Bando Donne e Impresa, che punta a facilitare l’avvio di nuove aziende e il rafforzamento di quelle esistenti attraverso contributi, incentivi e misure dedicate. Un’opportunità essenziale per superare le barriere di ingresso e sostenere investimenti spesso altrimenti difficili da finanziare.
Ma anche il “Bando Impresa Rosa Regione Lazio”: un’iniziativa della Regione Lazio che offre contributi a fondo perduto alle micro e piccole imprese del territorio per ottenere la Certificazione di Parità di Genere UNI/PdR 125:2022. Il bando incentiva l’adozione di sistemi di gestione sulla parità di genere, al fine di promuovere sui luoghi di lavoro la diffusione di una cultura che sostenga l’autostima, la consapevolezza e l’autodeterminazione femminile.
Il ruolo di Coopfidi: un partner strategico per le imprenditrici
In questo contesto, Coopfidi rappresenta un punto di riferimento concreto per tutte le donne che desiderano avviare o far crescere la propria attività. Grazie ai suoi servizi di garanzia, accompagnamento e consulenza finanziaria, Coopfidi aiuta le imprese femminili a:
- migliorare l’accesso al credito;
- affrontare con maggiore sicurezza investimenti e piani di sviluppo;
- accedere ai bandi dedicati con assistenza personalizzata.
Inoltre, Coopfidi, insieme a CNA Roma, organizza workshop ed eventi dedicati al tema e affianca le imprenditrici del territorio con consulenza mirata in ogni fase dell’attività aziendale.
Sostenere le donne che fanno impresa significa promuovere l’innovazione, la sostenibilità e la competitività del territorio. Coopfidi investe nel sostegno alle imprese femminili, convinta che l’inclusione e la valorizzazione delle competenze siano fattori chiave per una crescita sostenibile.
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