Educazione finanziaria alle imprese: perchè?

24.11.22|In CooMag Gestione
di Roberto Vinciguerra, Responsabile Agevolazioni e Progetti StrategiciTempo di lettura: 12’

Formare le imprese è una delle missioni più proprie di un’Associazione. E’ per questo che CNA e Coopfidi hanno da anni intrapreso questa strada, anche attraverso partner autorevoli, come le Università e le Camere di Commercio.

Fra i tanti temi da affrontare, rientra sicuramente l’Educazione finanziaria, definita dall’OCSE come ”il processo attraverso il quale i consumatori, i risparmiatori e gli investitori migliorano le loro capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base…”. 

La Banca d’Italia ha da tempo avviato percorsi di Educazione finanziaria, rivolti però quasi esclusivamente ai risparmiatori che la portarono a elaborare una specie di decalogo che recitava più o meno così: 

1. Abbi cura dei tuoi soldi
2. Informati bene
3. Confronta più prodotti
4. Non firmare se non hai compreso
5. Più guadagni più rischi. 

Di Educazione Finanziari destinata agli imprenditori, però, nessuna traccia per anni. Almeno fino a circa un anno fa, quando CNA e Banca d’Italia hanno messo a punto un Progetto di Educazione Finanziaria destinato alle piccole imprese, quelle meno abituate al dialogo con la banca. 

Da cosa nasce questa esigenza?

Basta pensare allo tsunami che ha travolto il mondo del credito negli ultimi anni. Dagli Accordi di Basilea alle più recenti normative europee il settore è stato rivoluzionato: soprattutto la disciplina sul credito deteriorato è divenuta via via più stringente e ha acquisito degli automatismi che impegnano le imprese debitrici a mantenere una condotta esemplare, cosa che spesso le nostre imprese non fanno. Oggi tali comportamenti sono sempre più causa di esclusione dall’accesso al credito, non solo quello futuro ma anche quello in corso. 

Solo per essere più chiari, una impresa che per 90 giorni sconfina oltre una soglia predeterminata, sarà invitata a rientrare con tutti gli scoperti su tutto il sistema bancario.

Le micro imprese dove i titolari assolvono a molteplici funzioni spesso queste cose purtroppo le hanno spesso sottovalutate e ne stanno (purtroppo) pagando le conseguenze. 

La formazione progettata insieme a Banca d’Italia è la risposta a questa esigenza, orientata a dotare le imprese di una “cassetta degli attrezzi” che le aiuti a gestire la propria attività in accordo con le nuove regole bancarie. 

La progettazione del corso ha impegnato i partner per circa un anno, durante il quale sono stati condivisi i contenuti e formato personale di CNA di tutta Italia. Insomma, un progetto nuovo, attraverso il quale l’Istituto di Vigilanza ha riconosciuto alla nostra Associazione un ruolo importante nel mondo del credito. 

Come è organizzato il corso?

 Il corso si compone di quattro moduli formativi: 

1. Finanza della piccola impresa
2. Scelte finanziarie e il rapporto con la Banca
3. Gestione delle difficoltà finanziarie
4. Centrale dei rischi, pagamenti e strumenti di tutela 

Ciascun modulo prevede due fasi: la prima su piattaforma di e-learning in cui l’imprenditore segue le video-lezioni ed esercitazioni e verifica il suo apprendimento attraverso mini quiz e test. La seconda fase, a cura CNA, consiste in un paio di ore in aula o webinar e serve ad approfondire quanto appreso nella modalità e-learning, condividendo esperienze e ricevendo risposte a domande e dubbi. Per ogni modulo i formatori CNA hanno incontrato preliminarmente il team della Banca d’Italia per verificare l’efficacia dei supporti, l’attinenza dei contenuti ai reali contesti in cui operano le imprese e calibrare le modalità della formazione. 

Quali sono i focus?

L’attenzione alla gestione dei flussi di cassa, aspetto spesso trascurato e poco analizzato, è decisamente centrale. Alla luce della nuova disciplina degli sconfini diventa essenziale una programmazione della liquidità necessaria a per gestire la propria impresa senza creare tensioni. Un altro input, a mio avviso importantissimo, è la spinta a uscire dalla logica di quello che è obbligatorio per entrare nella logica di quello che è utile. 

Come Coopfidi abbiamo già avuto un centinaio di partecipanti e un aspetto che è emerso nel corso degli incontri è stato sicuramente il cambio di prospettiva, cioè analizzare il credito dal punto di vista della banca, con tutti i vincoli patrimoniali e normativi connessi. 

A che punto siamo…

Abbiamo cominciato la campagna di adesioni a fine maggio e da allora abbiamo “concluso” gli incontri sul primo modulo. Poco prima dell’estate abbiamo cominciato gli incontri del secondo modulo e continueremo con questo fino a fine novembre. Prima delle festività di fine anno contiamo di iniziare col terzo modulo e prevediamo di terminare questo primo ciclo entro febbraio. I riscontri da parte delle imprese sono buoni nei numeri, gratificanti, motivanti nella soddisfazione manifestata dai partecipanti. Stiamo comunque già raccogliendo idee e spunti per ripartire con un secondo ciclo già in primavera. Anche se non siamo nuovi a questo tipo di attività per tutti noi è stata un’occasione di crescita professionale e di migliore conoscenza delle imprese. 

Per salutarci, vogliamo provare ad aggiornare il decalogo dei risparmiatori per le imprese? 

1. Abbi cura dei tuoi soldi
2. Informati bene
3. Confronta più prodotti
4. Non firmare se non hai compreso
5. Più guadagni più rischi.

Chi volesse partecipare ai nostri corsi di Educazione Finanziaria progettati con Banca d’Italia può scrivere a info@coopfidi.com


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