
#07. Intervista a Carmine Daniele, Vice DG della BCC di Roma
Di Francesca Di Gemma, Responsabile Marketing e ComunicazioneTempo di lettura: 6'
Con l’introduzione delle “Guidelines on Loan Origination and Monitoring” (LOM) quali effetti si sono registrati per le banche? In questo contesto come è cambiato il rapporto banca-cliente?
L’effetto per una banca di territorio come la BCC Roma lo valutiamo in modo estremamente positivo in quanto ha ulteriormente rafforzato il nostro rapporto di vicinato con le PMI. Le linee guida della LOM, infatti, enfatizzano il valore della partnership Banca-Impresa, richiedendo ad entrambi di prendere in considerazione tutti i fattori di mercato – di sviluppo e/o di ridimensionamento prospettici – in cui l’azienda si muove e rispetto ai quali la stessa intende rispondere attraverso tutte le leve a propria disposizione, comprese quelle di carattere finanziario.
Se ci poniamo nell’ottica di un imprenditore, coloro che gestiscono aziende di medie dimensioni si erano già da tempo strutturati proponendosi alla propria banca attraverso i loro piani a termine, con orizzonti di budget tipicamente triennali: in questo caso abbiamo avviato colloqui in ottica prospettica e la normativa ha di fatto accelerato la convergenza di tutte le banche verso una visione delle attività economiche strettamente correlate ad un’analisi dei fabbisogni finanziari non solo attuali, ma soprattutto prospettici.
E per le PMI e gli artigiani cosa è cambiato?
Gli artigiani, le piccole e le piccolissime aziende proprio per la loro dimensione, tipicamente non predispongono budget e ciò ha richiesto una risposta dalle banche in grado di modulare la necessaria attenzione ad un approccio “forward-looking” con un costante colloquio. La soluzione della BCC Roma, in questo caso, si articola nel pieno rispetto della nuova normativa, calando la visione delle prospettive di mercato di un’impresa – anche piccolissima – grazie al grado di conoscenza e alla capacità di intrattenere una relazione costante. In questi casi, l’invito che BCC Roma rivolge agli artigiani e alle micro-imprese – è anche quello di evolversi sotto il profilo amministrativo e gestionale rivolgendosi alla utilissima rete di Associazioni di categoria e Consorzi di Garanzia che possono svolgere un ruolo importante. Possiamo confermare che per la BCC Roma l’applicazione della normativa LOM ha rafforzato sia i rapporti con le PMI, la cui valutazione in ottica forward è avvenuta naturalmente, sia con le aziende di minori dimensioni grazie al costante dialogo spesso impreziosito dalla presenza di associazioni di categoria e confidi che sul territorio accrescono il rapporto di fiducia ed il patrimonio dei valori delle relazioni.
Indicatori di rischio e di bancabilità: cosa deve sapere un’impresa per autovalutarsi?
Il cliente della nostra BCC gode di un supporto colloquiale e gli indicatori indispensabili sono diversi e modulati in base alla tipologia del cliente stesso. L’impresa che si rivolge alla BCC Roma viene quindi aiutata a proporsi in ottica prospettica. Sia che si tratti di persona fisica che di azienda, può quindi trovare risposte commisurate alle proprie esigenze. Come già detto, per le imprese di medie dimensioni il compito è più facile, gli strumenti e le risorse che hanno a disposizione consentono di strutturarsi in ottica prospettica. Per il settore delle micro e per gli artigiani, il supporto della nostra banca e la possibilità di avvalersi delle associazioni e dei confidi agevola la necessaria evoluzione. Un’autovalutazione, tuttavia, di per sé non è sufficiente e, come sempre, è grazie al confronto e al dialogo aperto con la propria banca che nasce la soluzione finanziaria più adatta. In ottica di autovalutazione, occorre che le imprese comprendano che la LOM si basa su un’ottica di previsioni realistiche della capacità dell’azienda di generare un reddito in grado di soddisfare le proprie esigenze di cassa, di investimento e di rimborso finanziario. La LOM assume un particolare rilievo negli schemi di valutazione degli investimenti, in particolare quelli immobiliari.
In che modo le policy bancarie si sono adeguate alla nuova normativa LOM?
Le policy bancarie sono state strutturate in modo da adeguarsi alla normativa LOM, per cui la pratica di fido alimenta in modo oggettivo i fattori di rischio fisico, connesso all’aumento della frequenza e dell’entità dei disastri naturali, ed il rischio di transizione, che considera l’impatto delle politiche climatiche volte a ridurre le emissioni di gas serra. Questo, se da un lato complica la capacità di autovalutazione di un’impresa, dall’altro è in grado di attivare un circuito virtuoso di confronto preventivo con la banca, consentendo all’azienda di migliorare la selezione tra le diverse alternative di investimento che ha a disposizione. Le banche peraltro devono saper trasferire in modo chiaro e trasparente i rischi dei quali ha tenuto conto nella propria valutazione, un compito che la BCC Roma intende assolvere. D’altra parte, è il nostro stesso Statuto, all’art. 2, che tra gli altri principi assume quello di contribuire alla crescita responsabile e sostenibile, finalità corrispondenti agli obiettivi 12 (consumo e produzione responsabile) e 13 (lotta contro il cambiamento climatico) dei 17 obiettivi Globali previsti dall’Agenda 20-30.
Analisi per flussi e analisi forward looking: l’importanza del business plan?
Come già detto il business plan è un documento importantissimo in ottica LOM, ma da tempo utilizzato dalle Medie Imprese. Per gli artigiani e le micro-aziende è la conoscenza e la continuità del rapporto con la propria banca che possono colmare il divario informativo, giustificato dalla mancanza di tempo e di risorse a disposizione che va tutto indirizzato principalmente, se non esclusivamente per un artigiano, alla propria attività lavorativa. Grazie al rapporto continuativo dell’imprenditore con una banca di carattere locale come la BCC Roma, il dialogo reciproco alimenta la pratica di affidamento di tutte le informazioni necessarie in ottica LOM, trasformando anche i possibili vincoli in opportunità, come nel caso delle scelte di investimento. Non di rado le prospettive di crescita di un’azienda di piccole e piccolissime dimensioni, coadiuvate anche da associazioni o confidi, sono valorizzate nei processi di analisi della banca e tutto ciò può consentire la formalizzazione di finanziamenti e linee di credito anche di importo maggiore rispetto alla prima ipotesi avanzata dall’imprenditore stesso in fase di richiesta. In altri casi l’approfondimento istruttorio della banca è in grado di far convergere le scelte condivise su una diversa articolazione delle linee di credito, evitando la sottovalutazione dei rischi complessivi in generale e, più nello specifico, di scompensi finanziari indesiderati ad essi correlati.
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