#10. Intervista a Valentino Bobbio – Presidente di NeXt Nuova Economia per tutti.

25.09.25|In CooMag Storytelling
Elisa Renzulli, Responsabile Marketing e Comunicazione
Tempo di lettura: 4'

Oggi abbiamo il piacere di dialogare con NeXt Economia, una rete di imprese, comunità e istituzioni, che da anni promuove modelli di sviluppo sostenibili, con un’attenzione particolare all’innovazione sociale e alla responsabilità d’impresa. In questa intervista esploreremo visioni, progetti e sfide che guidano il loro lavoro, per capire come l’economia possa diventare davvero uno strumento al servizio delle persone e del pianeta.

Cos’è NeXt Economia e qual è la sua missione principale?

La missione di NeXt Economia si potrebbe definire una impresa immane, per qualcuno anche folle: cambiare l’economia, perché risponda al benessere degli esseri umani, rispettando e salvaguardando l’ambiente. NeXt Economia, acronimo di Nuova Economia per Tutti, è un’associazione costituita per questo, con un’alleanza poco probabile di organizzazioni che di solito lavorano poco insieme: associazioni d’impresa e sindacati; associazioni ambientali e dei consumatori, università e organizzazioni della società civile, insieme a grandi reti associative, tutte interessate a confrontarsi, a studiare i problemi e a cercare soluzioni insieme.

Come aiutate concretamente le imprese a diventare più sostenibili e responsabili?

Le imprese si trovano ad affrontare grandi sfide. Da una parte il loro ruolo è poco riconosciuto dai cittadini che chiedono più rispetto delle persone e dell’ambiente; dall’altra soffrono per le forti pressioni competitive e per la forza contrattuale delle grandi imprese e delle grandi reti di distribuzione, ma anche di concorrenti che non rispettano le leggi ed hanno costi minori. La responsabilità sociale ed ambientale è poi richiesta a cascata dai clienti (che vogliono documentare la loro sostenibilità), ma consente anche un più agevole accesso al credito. Dunque, le aziende vanno accompagnate con percorsi di sostenibilità semplici (e quindi poco costosi e che non richiedono molto tempo) ed efficaci, in grado di fare risaltare rapidamente l’impegno di responsabilità dell’impresa.

Quali sono stati i risultati più significativi raggiunti dalla rete NeXt in questi anni, sia a livello territoriale che nazionale?

NeXt Economia ha messo a punto e testato con le imprese e le loro associazioni il NeXt Index ESG, marchio d’impresa (tipologia certificazione) riconosciuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. È uno strumento semplice ed efficace per misurare il grado di sostenibilità integrale (ESG – Enviromental, Sociale e Governance) dell’impresa, ed aiuta anche a capire gli spazi di miglioramento. Inoltre, per renderlo fruibile anche a soggetti esterni (fornitori, clienti, intermediari finanziari, istituzioni), insieme a un pool di Università italiane abbiamo costruito un’apposita piattaforma ESG (https://esg.nexteconomia.org/), dove tutti gli stakeholders possono ritrovare le buone pratiche di nuova economia valutate. Con CNA Torino lo strumento è stato adottato sistematicamente in cicli continui di formazione alle imprese del territorio di qualsiasi settore e dimensione. Esperienze simili sono state realizzate anche con PEFC Italia, UCID, ConfCooperative, Fondazione Tertio Millennio e anche all’interno del circuito del credito cooperativo in Toscana, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Tuttavia, per rendere lo strumento ancora più accessibile, lo scorso anno siamo arrivati a una versione ulteriormente semplificata: il NeXt Index ESG – PRIME. Tale strumento non porta alla certificazione, ma consente di avviare un percorso anche per realtà, quali artigiani e piccoli commercianti, che si affacciano per la prima volta a questi temi. Questa esperienza ha già portato a un notevole successo all’interno di alcune reti di commerciati del territorio romano.

Infine, siamo convinti che sia necessario andare al cuore della sostenibilità e per fare ciò non basta valutare, ma è necessario anche valorizzare e premiare. Per questa ragione, da anni promuoviamo e organizziamo con diversi partner eventi che mettano al centro le buone pratiche nazionali di sostenibilità: il Festival Nazionale dell’Economia Civile con il suo Premio per le Imprese Ambasciatrici dell’Economia Civile; il Premio Bilancio di Sostenibilità con il Corriere della Sera Buone Notizie; il Premio Emilia Sostenibile promosso da UCID Bologna con il supporto di Confindustria Emilia, Confcooperative Terre D’Emilia e Bologna Business School.

Quali resistenze incontrate quando proponete alle imprese di adottare modelli più inclusivi e responsabili?

Sovente le imprese si sentono, e a ragione, sovraccariche di oneri e di vincoli, e anche la responsabilità sociale è percepita come un adempimento che pesa. In tal caso la risposta delle imprese tende ad essere burocratica, rispettando gli standard minimi. Invece, le aziende che sanno che la responsabilità sociale è costitutiva del fare impresa, vi si impegnano con naturalezza e ad ogni verifica si trovano più avanti delle richieste normative; così trasformano la loro naturale sensibilità in strumento di innovazione, di differenziazione e di vantaggio competitivo, acquisendo segmenti di mercato più sensibili, in crescita e con maggiore capacità di spesa.

Lavorate molto con scuole e università: come reagiscono i giovani a questi percorsi di formazione e quali segnali di cambiamento culturale state osservando?

La cultura standard d’impresa insegnata nelle università e nei licei economico sociali è ancora spesso impregnata di una visione economica e manageriale finalizzata alla sola massimizzazione del profitto. Invece molte aziende sono già più avanti, consapevoli del ruolo sociale dell’impresa, mettendo al primo posto, accanto al profitto, la soddisfazione dei clienti o il buon clima aziendale. A tal riguardo, NeXt Economia ha realizzato, con i docenti universitari impegnati per una “rinascita economica”, un manuale di economia civile. I giovani, sovente con una cultura economica tradizionale, restano sorpresi e poi interessati, e capiscono il valore della cooperazione nell’impresa e anche tra le imprese, come ben dimostra l’esperienza di Coopfidi. Hub Futuro, lanciato il 19 luglio nell’ultima assemblea di Coopfidi, anche con il contributo di NeXt Economia sui temi della sostenibilità e dell’innovazione a servizio del bene comune, può essere, in questo senso, il luogo di sviluppo e promozione di una nuova cultura d’impresa.

Guardando ai prossimi 5-10 anni, quali sono le sfide principali che NeXt Economia intende affrontare per rendere l’economia più sostenibile e inclusiva?

Ci troviamo in un contesto di incertezza in cui saltano le regole e dove occorre superare paure e sfiducia diffusa. Senza fiducia e senza regole non è possibile fare impresa, o almeno buona impresa. Dunque, bisogna, da un lato, continuare a costruire regole che tutelino il benessere delle persone e la salvaguardia del nostro pianeta; dall’altro, creare un clima di fiducia in cui possa svilupparsi una visione imprenditoriale positiva. Pertanto, NeXt Economia vuole sviluppare nuovi strumenti semplici ed efficaci per affiancare e sostenere le imprese nel loro percorso di sostenibilità e aiutarle a fare rete tra di loro e con il territorio. E poi vogliamo portare i cittadini, attraverso il loro “voto col portafoglio”, a supportare le imprese responsabili, alimentando così un circuito virtuoso per un’economia ed una società migliore per tutti.

Se doveste dare un consiglio concreto a un giovane che vuole essere protagonista della Nuova Economia, quale sarebbe?

Studiare, imparare e ancora studiare. E poi guardarsi intorno, ascoltare le diverse esperienze, capire le diverse posizioni e le loro ragioni. E ancora coltivare la speranza, perché questa ci rende capaci di guardare oltre la realtà visibile per immaginare ciò che ancora non esiste, per aprire una porta verso quello che oggi ci appare impossibile, per intravedere una realtà che può essere diversa. La speranza ci spinge a cercare soluzioni e risposte innovative e creative e apre a visioni capaci di mobilitare ed attivare l’impegno delle persone e delle nostre aziende. E poi cercare la felicità, sapendo, come diceva Leibnitz, che la felicità è gioia della felicità dell’altro, perché, diceva Bentham, filosofo utilitarista, per ogni granello di gioia che seminerai nel petto di un altro, tu troverai un raccolto nel tuo petto; mentre ogni dispiacere che tu toglierai dai pensieri e dai sentimenti di un’altra creatura sarà sostituito da una meravigliosa pace e gioia nel santuario della tua anima.


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